Ansia: come curarla

Dott.ssa Anna Bernardi

I disturbi d’ansia, come già enunciato, richiamano la nostra attenzione a dare maggiore spazio a ciò che sta avvenendo nel nostro universo interno ed esterno. Lo stato spiacevole di confusa tensione che si prova è dato da un impedimento a sentire e vivere i propri più autentici sentimenti che però sono lì, in profondità, nell’inconscio e premono ai confini dell’Io per essere riconosciuti.


Come conduco la mia vita? Come mi relaziono con gli altri? Come si è costruita la mia identità?

Questi interrogativi difficili da formulare con chiarezza, possono emergere consapevolmente soltanto all’interno di un percorso terapeutico volto alla comprensione di sé, dei rapporti interpersonali, dei propri desideri e delle manifestazione della propria energia vitale.

In psicoterapia ad orientamento dinamico nei disturbi d’ansia si possono rintracciare dei sottofondi tematici.

In primo piano il riferimento al vivere in una prospettiva di controllo degli eventi, nell’esigenza di sapere sempre cosa fare, come, dove andare e nello stesso tempo di continua insicurezza riguardo al riuscire ad esercitare tale controllo e, paradossalmente, intensificando i tentativi e la funzione di vigilanza si  finisce col perdere il controllo.

Ci si sforza di non sbagliare, di non fallire. È come se si orientasse la propria vita verso un “dover fare” e un “dover essere”.

L’adesione a questi principi porta spesso a delle limitazioni, a soffocare la propria vera natura arrivando a volte a recitare un personaggio poco autentico quasi si indossasse una maschera che occulta bisogni profondi. Non ci si concede di riconoscerli, perché venendo meno al senso del dovere si innesca la paura di aver tradito, di essersi discostati da un modello ideale e soprattutto si teme, non assecondando il Sé Imperativo, quello che pensiamo di dover essere, di perdere la considerazione e la stima di persone affettivamente importanti nella propria vita.

L’attacco d’ansia è portatore di tutti questi movimenti.

Che cosa è in gioco a livello inconscio? La tensione fra essere per gli altri ed essere per sé.

Prendere coscienza che la vita non è regolata solo dalla logica del controllo, del dovere e dalla razionalità è il primo passo verso la guarigione.

Partire da sé, contare su di un sé separato e distinto, senza deleghe inconsce e rimandi a una reale opposizione o non approvazione dell’altro. È la difficoltà a riconoscersi per quello che si è e non per quello che si pretende voler essere, seppur difensivamente. Far parlare le emozioni, le sensazioni, i sentimenti lasciando che fluiscano liberi e senza blocchi. Riconoscere i sedimenti identificatori, intesi come figure significative che hanno lasciato una traccia nella propria vita.

È questo che si propone un percorso terapeutico: sciogliere i nodi, recuperare la propria autenticità, esprimere desideri anche se in contrasto con le persone a cui si è legati, accettare di provare sentimenti ambivalenti verso chi si ama senza aver paura di perderlo.

L’ansia può essere superata solo in quest’ottica: allontanandosi dalla condizione di dissociazione dalla propria energia vitale che non viene vissuta per realizzare il proprio percorso senza guidarci e volerci guidare ad ogni costo.

“Per sapere chi siamo dobbiamo riconoscere quello che sentiamo.”